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Il viaggio del racconto. In flagrante delicto. Gesualdo da Venosa, Principe dei Musici

Data:

26 Marzo 2021 - 17:00 - 18:30

Tipo di attività:

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Webinar su ZOOM
a cura di: Francesco Niccolini
autore di scritture per il teatro e per l’infanzia

con la partecipazione di Giulia Tollis e Stefania Ursella (MateâriuM Laboratorio di nuove drammaturgie)

Un incontro con Francesco Niccolini dedicato alla passione. Per il racconto. Per la musica. Per le storie che si fanno raccontare. Per le ombre e la luce dipinte nella storia fra ‘500 e ‘600.
Lo spettacolo “In flagrante delicto” intorno a cui ruota questa conversazione con l’autore, attraversa le vicende umane di Carlo Gesualdo, principe dei Musici.

Gesualdo è un mito dell’epoca moderna. Il principe di Venosa sta alla musica come Don Giovanni all’amore, Faust al sapere, Amleto o Don Chisciotte alla follia. 

Ma attraversando l’uomo, lo spettacolo attraversa la sua passione, la sua arte, la sua follia e il suo tempo. E ce li restituisce come un tutt’uno indistricabile come unica è la vita di ciascuno.
Sciogliere la musica dalla vita di Gesualdo non è cosa possibile infatti; sono come “una voce e la sua eco“. E tanto grande è la sua arte, quanto acuto è l’accento sulle sue azioni: di marito, di assassino, di padre, di uomo del suo tempo.

Un’occasione preziosa per ragionare insieme agli insegnanti sull’arte – ed in particolare la musica – come componente indissolubile dalle altre componenti della vita delle persone, anche dei ragazzi e delle ragazze, e sul teatro come uno strumento che – se affilato abbastanza – racconta la vita senza spezzarla.

Lasciate che ogni nota finisca morendo.
Le note si amano senza fine eppure si allontanano nell’ombra, d’improvviso,
senza un perché , e gli occhi si riempiono di lacrime.
Austerità!
Austerità e collera!
Maceratevi nella dissonanza
La musica è una caccia, scorge il cervo e accelera… mentre lo divora articola con fermezza.
Crudezza.
Contrasti.
Squarciate, squarciate! Il vostro orecchio…
Apritelo a nuovi suoni  e inaudite distanze…bisogna trattenere un attimo prima del piacere!
Cercate i contrasti
Le lacrime
I rimpianti
E risvegliate i morti.

Per partecipare al webinar su ZOOM

Un ricordo

Quando abbiamo visto per la prima volta lo spettacolo “In flagrante delicto” era una caldissima giornata estiva a Napoli. Prima dello spettacolo, camminando con il sole a picco, sbuffando sotto i nostri cappellini di paglia, ci eravamo impegnate in un piccolo – ma mirato – itinerario di visita che comprendeva: il palazzo Sansevero, con la statua del “Cristo Velato” e il Pio Monte della Misericordia con “Le sette opere di misericordia” di Caravaggio. Arrivammo ad in Flagrante delicto così con le storie oscure del inquilino ottocentesco dello stesso palazzo teatro delle vicende di Gesualdo, Don Raimondo de Sangro, inventore, architetto, scrittore ed alchimista sospetto fra i contemporanei (e la leggenda vive ancora fra i vicoli) di essere in strette relazioni con il diavolo; con il freddo tombale del Cristo velato addosso; con il suono d’ali di angeli che cadono dal buio nelle orecchie. In tasca, un libricino: “e parve castigo dal cielo” sulle vicende del Palazzo e una cartolina. Negli occhi, la sensazione che bianco e nero siano davvero la somma e l’assenza di tutto il colore del mondo.

Dovessimo tracciare un percorso “verso” questo spettacolo, direi che noi, quel giorno, ci siamo davvero viziate.
E lo spettacolo, nel testo, nella musica, nel suono, nella scena, nella fisicità dell’attore, riportandoci verso Napoli, e il ‘600, ci lasciava dondolare fra il buio e la luce del cuore degli uomini, che non ha tempo e non ha luogo.

In flagrante delicto ci è sembrato subito qualcosa di necessario agli adolescenti.

Perché tratta di buio e di luce, di passione che muove a cose grandi, a scoperte uniche ed originali e di passione “non è temperata” che vira al nero. Sogno-incubo. Estasi-disperazione. Amore-Odio. Elevazione-perdizione.

O forse perché tutto questo andare su e giù, l’essere tutto e il contrario di tutto, queste tinte piene e forti dei sentimenti e delle emozioni, sono il ricordo più vivo della nostra adolescenza.

In Flagrante delicto è uno spettacolo

di Francesco Niccolini
ideazione e regia Roberto Aldorasi
Luci Danilo Faccio
Soundengineering Carmine Minichiello
Con Marcello Prayer
Musiche di Alessandro Grego
Produzione Compagnia della Luna

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